giovedì 22 ottobre 2015

Ma alla fine l'expo cos'è? Gita a Milano sulle tracce di Lona

Costosa come un paio di Manolo Blahnik,
fredda come il polo Nord
inflazionata come gli hipster,
ordinata come il tavolo da lavoro di un ingegnere (ed io con gli ingegneri ho una certa dimestichezza)
Nonostante il mondo ( e la sessione autunnale) ha provato a remarci contro, potevamo io e il Duci farci sfuggire l'occasione di appecettare un week end a Milano per vedere l'Expo? Potevo continuare a rimandare la visita ai sacri luoghi che hanno fatto da set a cielo aperto all'opera prima di Lory del Santo, "The lady"?
Fra meno di un mese il secondo attesissimo capitolo partorito dalla mente della svampita Lory debutterà sui nostri schermi rompendo l'internet più delle mastodontiche terga di Kim Kardashian, e io non potevo più continuare a rimandare il mio pellegrinaggio nella città di Lona (anche perchè il 31 ottobre Expo sbaraccopolerà dal polo fieristico di Rho, e poi se facevo perdere a Duci i soldi del biglietto me se magnava). 
Armati di Reflex e buona volontà, io e Duci abbiamo organizzato la nostra partenza rocambolesca: voliamo sopra i tetti di Roma per toccare la Madunina con le dita. Troviamo ospitalità nel capoluogo lombardo da Maddy, un'attrice sospesa fra Milano e gli States che ci apre le porte della sua casa da artista: foto che la ritraggono in posa di fronte a vari fotografi, locandine dei suoi spettacoli, le regole dell'uso del bagno scritte sopra il wc: wash, brush, floss and flush. Vi consigliamo di alloggiare da lei, ma sappiate che dovrete lasciare le scarpe all'ingresso, la sua è una "house germ free". Prima di rivolgerci a Maddy ci siamo messi in contatto con Gisele per chiederle rifugio dicendole che siamo amici di Lona, ma ci ha detto che non sapeva se sarebbe tornata in tempo per noi, era a Londra al "baretto" ad aspettare l'arrivo di una bottiglia di amarone e non sapeva quando si sarebbe sbrigata. 
Il tempo di infilarci nuovamente le scarpe e siamo già in giro per Milano: proviamo a chiedere nei bar e sul tram dove possiamo trovare il top del top del business e della moda, ma non sanno darci molte indicazioni. Dopo aver passeggiato fra il castello sforzesco e il Duomo arriviamo davanti piazza affari, ma di Lona, vedova nera della finanza, nessuna traccia. Disperati ci fiondiamo dentro galleria Vittorio Emanuele e facciamo il classico triplice giro di tacco sopra le pudenda del toro che ci garantirà un futuro ritorno a Milano, nel caso non dovesse riuscirci di vedere Lory questa volta. Passiamo la serata sui navigli, con il sole che declina a favore di un cielo trapunto di stelle, mentre ci destreggiamo nel classico ape milanese: 8 euro e buffet illimitato. Grazie al corso di galateo di assalto al buffet siamo riusciti a mantenere il giusto aplomb e grado di classe. Niente botellon alle colonne di San Lorenzo, noi siamo gente seria. 
Il giorno dopo sveglia al canto del gallo per correre ad expo; è domenica,giorno del signore ma anche bollino nero per le code. Agguerriti ma sempre stilosi attraversiamo i tornelli alle 09:01 e da lì comincia la nostra folle corsa verso il padiglione Giappone. Attraversiamo un kilometro e mezzo di decumano e troviamo già due ore e mezzo di fila, e il padiglione avrebbe aperto solo fra un'ora. Cosa fare? Mentre proviamo a pensare alla cosa giusta da fare, le mie narici cominciano a captare sentori di mele e cannella e cioccolato:poco distante si trova il padiglione Austria. E noi eravamo a pancia vuota. Il nostro stomaco ha la meglio sulla nostra mente e decidiamo di mollare il fantabolante padiglione Giappone per il padiglione austriaco. 
è inutile dirvi che dei padiglioni più blasonati non ne abbiamo visto neppure uno, in compenso abbiamo:
-fatto colazione con sacher e strudel;
-intramezzato la mattina con the alla menta del padiglione Marocco;
-ci siamo sollazzati al padiglione Olanda, divertente come un luna park;
-non abbiamo ceduto alle lusinghe del cappellino del padiglione Vietnam (dieci euro per un cappellino da raccoglitore di riso che avranno pagato sì e no 3 centesimi);
-bevuto sangria al padiglione Spagna;
-ricevuto due palloncini a forma di cuore.
Vale la pena andare ad expo? Secondo me sì, anche perchè, citando un mio amico pare tanto la fiera del levante solo con un respiro più internazionale. L'esterno dei padiglioni è davvero bello, si mangia bene e se avete gambe robuste e pazienti reggete tranquillamente una intera giornata.
Soddisfatti e fieri per aver retto alla fatica, il lunedì mattina ripartiamo alla volta di Roma. 
Grande il dispiacere per non aver intravisto Lona e Luc fra le strade milanesi, il destino ci riserva una grande sorpresa. Sul nostro aereo, qualche fila più in là, Belen Rodriguez filma (in modalità aereo) il nostro volo. 
Certo, non abbiamo sentito la voce impegnata e melodiosa di Lory del Santo, ma Belen che si spara i selfie da caricare su instagram ci ha soddisfatto. 
Lona, noi sappiamo che ci sei; ti cercheremo, ti troveremo e ti metteremo in riga.