martedì 17 marzo 2015

Valzer per un amore

La mia è sicuramente una personalità polivalente.
Da un lato sono sempre stata fortemente indipendente, con uno spirito di adattamento un po' superiore alla media femminile, della serie che posso stare con i capelli scombinati e non provarne cruccio, dormire in tenda sulla nuda terra e indossare outfits non proprio fashion se ho da fare escursioni, campeggi, giochi in mezzo al verde. Non mi fanno schifo gli insetti, da piccola per due Natali di seguito ho chiesto la pista delle hot wheels, quella con lo squalo per intenderci.
La pista non è mai arrivata.
Così come chiesi il forno che creava i mostriciattoli in gelatina. Anche in quella occasione non venni ascoltata, o meglio ricevetti in regalo si un forno, ma il dolce forno. Insomma, sfornare le crostatine non era esattamente la stessa cosa che sfornare mostri gelatinosi.
Certo, non dovete assolutamente immaginare che fossi una bambina maschiaccio, per quanto in effetti giocassi a calcio insieme ai miei compagni e abbia imparato ad andare in bicicletta senza l'ausilio di uno dei miei genitori e a suon di cadute e croste sulle ginocchia.
Ero, e sono ancora ad oggi, una grandissima sognatrice e per me i sogni non potevano essere azzurrini o rosa: sognavo i principi azzurri e lunghi abiti di trine e contemporaneamente emozionanti avventure lungo le rive del Nilo.
 Questa settimana però ha decisamente prevalso il lato rosa della vita.
Intanto vi faccio una confessione: il mio cartone animato preferito da bambina era Cenerentola. Lo so, è una scelta in completa controtendenza con quanto affermato fino ad ora, però c'era magia a sufficienza per farmi sognare ad occhi aperti.
 Perchè alla fine l'esigenza primaria che ho sempre dovuto soddisfare e che ancora ad oggi mi manda avanti è sognare.
Tutto questo per dirvi che sono andata a vedere "Cinderella" al cinema.
Era una tappa obbligata per tutta una serie di motivi:
1) non mangiavo pop corn da troppo tempo;
2) volevo vedere Helena Bonham Carter vestita in bianco;
3) era una vita che non vedevo animali parlanti;
4) sono affezionata a Lily James per l'affetto che provo verso Downton Abbey;
5) Richard Madden (meglio conosciuto come THE KING IN THE NOOOOOOORTH!).
 Dai, troppo carino come film! Tutto molto favoloso, maestoso, dolce, magico! Credo che le bambine impazziranno nel vederlo, e anche le mamme e i papà.
 Vorrei tanto essere la vicina di casa di Cenerentola comunque. Voglio dire, non vorreste anche voi che le scarpe di cristallo fossero "incredibilmente comode", come dice la fata turchina? A me alla fine basterebbe un mondo in cui le scarpe normali con i tacchi fossero incredibilmente comode (e magari la nutella avesse lo stesso apporto calorico e proteico della lattuga), non credo di avere delle pretese così assurde.
 E siccome non avevo voglia di porre fine a questo clima da fiaba, il giorno dopo sono andata a palazzo Braschi, in piazza Navona, dove è stata allestita una delle mostre più interessanti del periodo invernale qui a Roma "i vestiti dei sogni": un omaggio ai grandi costumisti italiani per il cinema.
Immaginatevi un meraviglioso palazzo in stile barocco-neoclassico, con il tappeto rosso lungo le scale da percorrere per salire alle sale espositive e ascoltare in filodiffusione le note del Valzer de "il Gattopardo".
Ad accogliervi nella prima sala ci sono Gep Gambardella e Ramona, la meravigliosa giacca arancione di Tony Servillo e il mantello in taffetà verde petrolio di Sabrina Ferilli indossati ne "La grande bellezza". Incontrerete una magrissima Audrey Hepburn con gli abiti di Natascia in "Guerra e pace", Sandra Milo che volteggia su una altalena come in "Giulietta degli spiriti", i sandali di Liz Taylor indossati in "Cleopatra", la coloratissima Marie Antoinette di Sofia coppola e di Milena Canonero. E poi una sala dedicata al vestito, per me, più bello di tutti i tempi: l'abito indossato da Claudia Cardinale nel valzer del Gattopardo.
Questa è la mia scena del cuore: questa immagine di sfarzosa decadenza, di candele accese vicine a spegnersi, di capelli con i boccoli che resisteranno ancora per poco, di ventagli in pizzo che scacciano il caldo. E la danza delicata, elegante, quasi arrogante di due personaggi che entrano con intenzione nella mente di chi li guarda.
"Devi tutto a te sola, Angelica"

(Correte a palazzo Braschi se non volete perdervi la mostra! Finisce il 22 marzo! E fino al 24 troverete anche la bellissima mostra fotografica "Africa, Italia")