mercoledì 21 gennaio 2015

Claire ti presento (S)Claire

Quando iniziai l'università incontrai questa ragazza molto simpatica, oggi mia amica, che all'inizio della sua avventura universitaria parlicchiava un po' di francese, e quando mi incontrava e mi salutava molto spesso esordiva dicendo "Ciao Claire, come va?". Diceva che le piaceva il suono del mio nome in francese e io trovavo a mia volta molto simpatico il suo saluto.
 Era una cosa così ricorrente che a tutt'oggi ogni tanto qualcuno mi saluta chiamandomi Claire. 
Un nome dal suono dolcissimo, però se ci piazzate davanti una "s" e fate S+Claire diventa Sclaire. Ammettiamolo, la pronuncia è molto vicina a quella della nostra parola italiana scl(ai)er...ata.
 Ebbene sì, sclerata, è esattamente come mi sento in questo mese di gennaio. 
E sono convinta che se c'è qualche lettore-studente universitario fra di voi non sarà neppure necessario domandarsi perchè: da sempre gennaio fa rima con sessione (lo so, il gruppo sillabico finale non è per niente lo stesso, ma se siete stati/siete attualmente studenti sapete molto, ma molto bene che è esattamente così).
Il mio mese di gennaio mi ha visto pellegrina lungo la Salerno-Reggio Calabria molto prima del solito: il 3 dormivo già all'ombra del cupolone. 
Non è stato un viaggio facile. Somigliava molto a quei viaggi sulle vie della seta, con le carovane e bagagli ovunque. Ecco, se togliete la poesia della via della seta e lasciate bagagli ovunque potete capire di che tipo di viaggio sto parlando. Tutta la famiglia ha deciso bene di passare l'epifania qui, a Capital city, e, so che sembra impossibile da immaginare, ma la Multipla non era grande abbastanza per contenere tutto. 
 Ovviamente cercate di capire di chi stiamo parlando: di due genitori del Sud che avvertono il bisogno primario di svaligiare un supermercato prima di giungere nella casa fuori sede delle loro figliole. Come se a Roma o in qualsiasi posto oltre la barriera di casa non esistesse il macellaio, il fruttivendolo, il panettiere, o come se fuori dai confini calabri la spesa non si pagasse in euro ma in organi umani. Ovviamente vista così la visita alle figlie all'università diventa una spedizione umanitaria nelle zone di guerra.Però voi state tranquilli, a Roma è ancora possibile reperire beni di prima necessità, non è necessario un bagaglio di sopravvivenza che vada oltre i 40 kg per una esistenza dignitosa.
 E poi c'è lei; la sessione d'esame. Ho progettato un piano a dir poco folle per questo mese che verrà, non so cosa riuscirò a portare a casa, nel dubbio mi sparo tutte le cartucce che ho, mi faccio un segno della croce e mi butto in mezzo alla battaglia. 
 E amen. 
Ho una sola consolazione: prima o poi il mese di febbraio finisce. E finalmente potremo godere di un mesetto di quiete per ricaricare le cartucce per la prossima battaglia. 
Sto facendo un piano molto serrato di tutte le cose che voglio fare dal 5 di marzo in poi, so già che non riuscirò a realizzarne neppure il 20%, però, come dire: è bello sognare!!!
Ammetto che la voglia di scrivere non è moltissima, arrivo a fine giornata con tanta stanchezza e a sono riusciti a dare un senso alle mie serate solo due programmi: "Marco Polo" della Netflix e masterchef. Per molti motivi.
Marco Polo perchè è un concentrato di sesso, droga (mongoli, sangue) & rock'n roll. Vi prego guardatelo. 
Popolo maschile, c'è abbastanza gnocca da soddisfare anche i palati più esigenti. 
Popolo femminile, a voi dico solo un nome Lorenzo Richelmy. 

Eh si, lui. Secondo me costituisce un valido motivo per approcciarvi alla serie. Poi, fate vobis.
è una serie Netflix, sinonimo di una certa qualità. Ci sta pure Pierfrancesco Favino, per soddisfare anche i palati più stagionati. Se invece volete fare i radical che voi non guardate sta roba perchè è pieno di fighetti, fatelo per darvi una ripassatina all'inglese. Che poi a me sto Lorenzo mi sta proprio simpatico: prima di iniziare a girare le sue conoscenze di inglese erano pari ad una pezza, poi si è fatto 6 settimane intensive ed eccolo qua! A me, che con l'inglese ci faccio sempre a cazzotti, da speranza! Posso farcela!
 è inutile dire che Duci non approva questa mia passione sfegatata per Marco Polo. Dice che l'inglese è buono, ma non perfetto (scusatelo, lui è inglese madrelingua), che la serie non è niente di che e che solo a me possono piacere le cose con i figoni. Sì, lo ammetto, a me piacciono, e non me ne pento. Poi in sessione è ancora peggio.
Ad ogni modo, mi sono sentita così in colpa che alla fine ho fatto scoprire a Duci Emily Ratajkowski. E infatti sono due giorni che non si parla d'altro. è sessione anche per lui.

Baci dalla vostra sciagurata