martedì 8 luglio 2014

ciao!

Sapevo che sarebbe arrivato questo post. Ogni cosa ha un principio ed una fine.
L'otto di settembre scrissi il mio primo post dall'appartamento spagnolo; oggi, otto luglio, scrivo l'ultimo.
Sono ritornata in Italia da quasi due settimane ed ho avuto bisogno di qualche giorno per metabolizzare la conclusione di questo capitolo.
La mia despedida è stata come la immaginavo: strana. In tutta la Spagna l'arrivo dell'estate è segnato dalla vigilia di San Giovanni, il 23 giugno, notte in cui le coste spagnole e portoghesi si riempiono di migliaia di falò, per fare luce all'arrivo della stagione più bella. A mezzanotte la tradizione vuole che bisogna saltare sette onde ed esprimere un desiderio. è stato magico. Resterà per sempre con me il ricordo di questo mare color pece, la spiaggia illuminata a sprazzi, la sabbia morbida e bagnata a contatto con la pelle,quei sette saltelli, un desiderio tanto semplice eppure così importante che si realizza ogni giorno che passa.
E poi trascorrere l'ultima sera intorno al tavolo del mio soggiorno, che di feste e gente ne ha viste parecchie nel corso di questi dieci mesi, preparare due spaghi aglio olio e peperoncino per le mie due amiche italiane, la riccia e la mora, a mangiare gelato, pan di stelle e ogni tipo di schifezza avessi a disposizione nella mia dispensa ormai vuota. Il bello di partire insieme è il ritornare insieme: non un "arrivederci!", ma un "ci vediamo a Roma!". E ci aspettiamo tutti e cinque lì, i ragazzi di Valencia, a continuare a darci sostegno anche se ora i professori parlano italiano e i campi d'agrumi hanno lasciato il posto al GRA.
Il viaggio di ritorno invece è stato a mia immagine e somiglianza: assurdo. Avevo un borsone grande (e pesante) quanto un cadavere, senza rotelle che ho trascinato in giro fra due Stati, ma che, nonostante le barriere architettoniche, pesava i chili giusti per essere imbarcato. Il vero problema è stato il bagaglio a mano. 8 kg in più di quelli consentiti. E cosa si fa in questi casi?
-si butta quel che si può nel cestino dl bagno;
-si mendica ai passeggeri del tuo stesso volo di infilare nei loro zaini pugni di abiti alla rinfusa.
-si indossa tutto ciò che è presente in valigia. Uscita dal bagno avevo addosso 3 vestiti, 4 reggiseni, 2 maglie, un maglioncino e un paio di pantaloni. Però a Roma c'eri tu ad aspettarmi, che mi hai detto "ma quanto sei bella" anche se avevo capelli per aria ed ero sudata, che mi hai aiutato a caricare il cada...ehm il borsone in macchina, che per tornare in Calabria mi hai prestato il tuo super valigione con le rotelle girevoli. Hai fatto tante piccole cose ordinarie che messe insieme sono la somma del tuo amore quotidiano per me. Non fai mai nulla di straordinario, ogni giorno fai quelle azioni ordinarie costanti che sono una carezza del tuo amore su di me. è questa quotidianità che mi è mancata per dieci mesi.
E infine sono tornata in Calabria. E anche se ancora non ho disfatto tutte le valigie, ho la giusta lucidità per fare qualche resoconto. Ripercorro con la mente questo anno e penso ai molteplici segni della fortuna che ho raccolto: in ogni posto da cui sono partita e nel quale sono approdata ho sempre trovato persone pronte ad aspettarmi, ognuna con un odore diverso; c'era chi aveva il profumo delle radici, chi delle cose care, chi della novità. Ho contato tutte le gocce di sudore prodotte dallo sforzo e ne ho fatto tesoro, per ricordarmi in futuro che io sono capace di saper uscire da ogni situazione difficile. Son tornata e ho visto che il mio cuore è rimasto aperto: troppe esperienze depositate, paesaggi raccolti per strada, storie, riflessioni. Il cuore non va chiuso mai, va lasciato sempre aperto per raccogliere l'essenza delle cose.
 E poi sono tornata a casa, sono andata al mare ed ho pensato che di acque e spiagge diverse ne ho viste tantissime, ma nessuna avrà mai lo stesso sapore di questa conca d'acqua che mi ha generato e mi aspetta ogni estate. Per un anno sono andata alla ricerca di un posto da chiamare casa. Son tornata ed ho scoperto che casa per me è e sarà sempre qui, in questo spazio profondo e blu.
 Grazie a tutti e a tutte le cose.