domenica 18 maggio 2014

maggio: studente fatti coraggio

Maggio secondo me è uno dei mesi più belli dell'anno. C'è solo un piccolo dettaglio che rovina la perfezione di questo mese: la sessione estiva imminente!
Se fossi stata in Italia sarei già entrata in clima da sessione già da molto tempo visto che nella prima quindicina del mese partono già gli esami, ma uno degli ultimi regali che l'erasmus mi ha concesso è stato avere la sessione nel solo mese di giugno. Questo vuol dire che dal 3 al 12 giugno dovrò sostenere a botta tre esami. Sarebbe stato un regalo più gradito non dover sostenere affatto esami, ma tant'è, dicono che ci mandano in giro per le università d'Europa proprio per questo, quindi tocca adeguarsi.
Non sono per nulla agitata, e forse agitarmi un po' mi farebbe anche benino, perchè questo sole semi caldo mi fa venire troppo sonno e al dolce dormire non riesco proprio a dire di no.
Così come non riesco a dire di no ad un sacco di altre cose.
Come per esempio all'apertura estiva di una mega discoteca al porto. Posto fighissimo, con musica all'aperto e super terrazzo con vista spettacolare sul mare. Ammetto che la musica lasciava un po' a desiderare, un mix di canzoni famosissime vecchie e seminuove ripetute più di una volta, però devo dire che ballare mentre ti arriva sul viso l'odore del mare è decisamente suggestivo. Sono andata a ballare insieme alle mie coinquiline, perchè sì, da marzo il numero di coinquiline si è moltiplicato. Il fantastico piso della puerta 14 vanta una rappresentazione globale di tutto rispetto con:
-una coinquilina messicana;
-una coinquilina svedese ma di origini somale;
-una coinquilina olandese ma originaria di Curaçao, isola del mar dei Caraibi (invidia profonda!)
A parte il continente asiatico quindi tutto il globo terracqueo è degnamente rappresentato. E vi assicuro che andare a ballare con loro è assolutamente uno spasso. Ritornate a casa alle cinque avrei tanto voluto aspettare l'alba, se non fosse che a Valencia albeggia intorno alle 7:30 del mattino. Insomma, vedo già l'alba tutti i giorni quando strangolo la sveglia che cerca di buttarmi giù dal letto, volevo fare qualcosa di meno scontato del solito, e così è stato. La scena è stata la seguente: io che esco dal letto alle 12:45, io che mi butto sotto la doccia, io che faccio colazione con un piatto di fusilli alla sorrentina e aspetto che il tutto si cuocia mentre sorseggio un rum e cola da me preparato.
Poi faccio giri, mi innamoro di tutte le scarpe che vedo (ora sono in fissa per le scarpe rosse più belle di sempre viste da Zara), tergiverso sulle cose importanti da fare o da scegliere. Come se chiedere la proroga dell'erasmus per almeno un altro mese. E dovrei sbrigarmi a fare domande, impicci burocratici e tutto il resto. Però vi giuro, al solo pensiero di dover rifare il trasloco impazzisco. Mi guardo in giro ogni mattina e domando a me stessa in quale buco nero infilerò tutta questa roba. Vorrei tanto essere minimalista,ma non capisco perchè mi debba sempre circondare di cose, per sentire la stanza più stretta, per sentirmi più avvolta e protetta. E poi mi ritrovo a dover ridurre in 20 kg  dieci mesi.
Ma lasciando perdere i problemi di trasloco, voglio rendervi partecipi dell'ultima esperienza sperimentata.
Per chi non lo sapesse ieri era il giorno del world Instameet, ovvero giorno di incontri e iniziative organizzate dalle comunità instagram nelle varie città del mondo. E io ovviamente non ho saputo dire di no all'invito offerto dalla comunità di Valencia. Giro in bus turistico per la città (avete presente quei bus a due piani con il tetto scoperchiato?? Queeeeeeello!!! *.*), sessione di foto al porto, birra gratis nella terrazza de Las Animas da cui vedere il tramonto del sole. In palio anche un sacco di premi per le foto più belle, premi non ancora assegnati per la maggior parte, tranne 3 casse di birra da 24 lattine per 3 fortunati partecipanti. Una delle casse è stata vinta da una ragazza con cui ho fatto amicizia, venuta all'Instameet con il fidanzato. Non esistono parole umane per descrivere l'incontenibile gioia del ragazzo nel poter stringere fra le sue mani tutta quella birra.
Anche questo è amore! :)
 

sabato 3 maggio 2014

per la stessa ragione del viaggio viaggiare...

Di ritorno!
Dopo quasi nove mesi di erasmus mi sono concessa finalmente un viaggio on the road da vivermi in tranquillità prima di buttarmi a capofitto nelle mie solite sessioni d'esami che coinvolgono Spagna e Italia. Zaino e Duci in spalla mi sono incamminata verso l'Andalucia. Già solo il viaggio verso Siviglia, prima tappa del nostro viaggio, è stata un'avventura: causa un mio erroneo calcolo nei tempi d'attesa fra un aereo e l'altro mi sono trovata a prendere di corsa a Ciampino l'aereo diretto a Siviglia dopo esser scesa da neppure 15 minuti dal volo che da Bari mi aveva portato lì. Sveglia dalle 4 del mattino (perchè rispetto alla mia adorata Rossangeles non è che Bari sia proprio a due passi) il volo da Bari parte, grazie al cielo, in orario, arrivo a Ciampino alle 09:05. Se vi viene in mente di usare Ciampino come scalo fra due voli sappiate che il secondo aeroporto di Roma NON HA l'area di scalo. Quindi abbiate l'accortezza di darvi uno stacco di almeno un'ora fra l'arrivo di un volo e l'apertura del gate dell'altro, perchè altrimenti farete la mia fine e, a 10 minuti dall'orario di chiusura del gate, vi troverete ai controlli ad elemosinare alla gente di farvi passare perchè il vostro aereo è già pronto a partire, e glielo direte in tutte le lingue conosciute.
Cosa dirvi di Siviglia? è splendida, ruba il cuore, ti emoziona, questo è stato l'effetto che mi ha creato. Uno stile personalissimo, lontano dalle arie sofisticate di altre città spagnole doc, non completamente araba come altre città del sud della Spagna. Ha una signorilità tutta sua, con le sue case di un bianco splendente macchiate ad ogni angolo da grappoli di fiori che colano via dai muri esterni delle case, dalle finestre, dai balconi. Le donne portano rose rosse come sangue fra i capelli intrecciati, gli occhi ben marcati dal trucco, ogni loro passo è un gesto di flamenco. è moderna e antica allo stesso tempo: ti affacci dalla Giralda, la torre più alta della città, e puoi osservare il bianco delle case imbrunirsi con il colore sanguigno del sole che tramonta oltre il quartiere di Triana e il suo fiume, fai due passi fino a Plaza mayor e a dominarla ci pensa la "setas", l'enorme "fungo" che svetta modernissimo all'inizio del quartiere della Macarena.
Abbiamo attraversato l'Andalucia per arrivare a Granada, una città completamente diversa non solo da Siviglia, ma da tutto ciò che avevo visto prima in questo paese. La reconquista spagnola sembra non sia mai passata da qui, e Granada continua a rimanere famosa per essere uno degli ultimi fortini arabi in Europa. Le geometrie di alcuni angoli più antichi della città, il forte odore di spezie nei vicoli, lo scorrere continuo dell'acqua nelle fontanelle che si incontrano ad ogni angolo, la vendita di thè dai sapori fruttati e i bazar con la mano di Fatima all'entrata, questa è Granada. Divisa fra due colli, su uno svetta l'Alhambra, dorata nel resto del giorno, aspra e rossiccia a contatto con il sole durante il tramonto, sull'altro il quartiere dell'Albayzin, speculare rispetto al colle dell'Alhambra, dove si trova uno dei punti panoramici più spettacolari del mondo: non si può passare da Granada senza sospirare dal belvedere San Nicolas. E l'Alhambra: vale la pena le lunghe ore di fila e l'essere molestati durante la visita dalle macchinette fotografiche dei giapponesi, ma è un posto che raccoglie tutti i profumi che Allah ha creato per questa Terra.
E durante il viaggio di ritorno verso Valencia, con il Duci che dormiva placido sulla mia spalla, osservavo l'entroterra di questo paese, così arido, dove pareva che nessun uomo mettesse piede lì da secoli, dove quella lunga linea ingrigita chiamata strada sembrava fosse stata lasciata lì per caso. Mi chiedevo se la Spagna fosse una terra dalle spettacolari contraddizioni e differenze per sua natura, oppure se fossero i miei occhi di viaggiatrice a vederla così. Mi chiedo quanto i miei occhi affamati di bellezze da vedere abbiano colorato il naturale splendore dei posti che ho visto. Un viaggio che mi è rimasto nel cuore, forse perchè è il primo che ho completamente organizzato e gestito da sola, che ho vissuto toccando con mani avide tutto quello che mi veniva incontro.
Questo viaggio ha inaugurato un ciclo che spero possa avere ancora molti capitoli da aggiungere, il ciclo dei "viaggi da grande", con i soldi messi da parte e i voli prenotati in offerta, con i localini scoperti per caso e gli ostelli che di confortevole avevano poco.
ed è stato anche il primo vero viaggio con il Duci, non la solita fuga nel posto più vicino per non impazzire fra un esame e l'altro, ma un viaggio che abbiamo vissuto tanto fino a stancarci, fino a consumare le suole, fino a riempirci gli occhi.
 La valigia si è colmata fino a scoppiare, e l'ho svuotata solo adesso, qui davanti a voi.