domenica 22 settembre 2013

Ne ho vedute tante da raccontar...

Ed eccomi ritornata!
Feliz domingo para todos!!!

Dopo tre settimane di permanenza nella città della Paella sono pronta ad aggiornarvi su un aspetto della vita cittadina che immagino interessi tutti i giovani che si apprestano a vivere questa città per una vacanza o per una esperienza erasmus: la vita notturna.

Prima di potermi accingere a narrare quanto accade in questa città, è stato necessario uno studio approfondito sulle abitudini quotidiane degli spagnoli. Il sole qui sorge intorno alle otto del mattino. Questo vuol dire che, mentre nella caotica Roma il traffico è già congestionato da ore, qui si dorme. E la città si sveglia tardi. Sempre. Di conseguenza, andrà a dormire tardi, MOLTO più tardi. Tutti i giorni della settimana.

Una volta che sarete entrati nel mistero del ciclo biologico della città, siete pronti ad approcciarvi alla vita notturna di Valencia.

Partiamo con un po' di geografia: Valencia è piena di posti per uscire y tomar una cerveza, ma le zone specifiche per farlo sono le seguenti:
-il carme: all'interno del centro storico della città, pieno di localini di diverso tipo. Vi imbatterete in una plaza Tossal sempre piena di gente e di ragazzi, con i pr dei locali che vi importunano per la strada per farvi offerte e pubblicità dei vari posti e ambulanti che vi vendono cervezas spompate ogni due secondi.
-Avenida Blasco Ibanez: il quartiere universitario della città, tutti gli eventi Erasmus e non si trovano qui. Un luongo viale di casermoni che farebbe impallidire quelli della Tuscolana stracolmi di ragazzi di ogni età e ogni lingua. Il cuore giovane di Valencia.
-El puerto: al porto della città ci sono le grandi discoteche fighette, quelle dove entri gratis fino alle due e ti bombardano di musica tamarra per farti ballare. è un zona dal divertimento per lo più estivo.

Detto ciò, vi racconto la mia prima esperienza a Blasco Ibanez.
Io e le mie due coinquiline italiane raggiungiamo in metro la zona universitaria per andare ad una festa erasmus organizzata in una delle discoteche più famose di Valencia. E organizzano feste in mezzo alla settimana, direte voi? E certo! Qui non si sta a vedere se è Miercoles o Viernes, ogni sera è buona per fare caciara! La festa cominciava per mezzanotte, ma vi dico che a mezzanotte il locale aveva ancora i battenti chiusi (non sto scherzando, era chiuso per davvero) e così abbiamo pensato bene di andare a bere qualcosa in un locale lì vicino. Niente di male, direte voi. Sarebbe stata anche una serata normale, se non ci si fossero accollati un gruppo di 5 musici, vestiti in pomposi abiti in velluto nero e rosso databili intorno al XV secolo, che comincia a deliziarci con vecchie canzoni spagnole. Emozionante la prima, carina la seconda, discreta la terza, però poi Basta! E invece no. Fino all'una passata circa, a stornellare. è ammirevole come certi ragazzi, ben sapendo di non poter contare sulla propria bellezza per rimorchiare, si ingegnino in così tanti modi per ottenere comunque qualche risultato. Insomma, ci vuol coraggio ad entrare in discoteca conciati in quel modo, nonché un certo grado di resistenza fisica per sopportare il caldo con le casacche di velluto addosso. E non scherzo se vi dico che sono effettivamente entrati in discoteca, hanno ballato e bevuto con chitarre e simil mandolini in mano. Certo, abbiamo rischiato di non arrivare vivi in discoteca, visto che, mentre stavamo in piazza, dai palazzi hanno cominciato a tirare bottiglie di plastica. Piene d'acqua. Che devo dire si schiantavano a terra ad una velocità che avrebbe di certo ucciso un piccione. E anche qualcuno appartenente al genere umano. E quindi abbiamo passato una buona mezzora a nasconderci sotto un albero, aspettando che il bombardamento finisse.

Ora che vi ho raccontato una tipica uscita Valenciana, il consiglio che mi sento di darvi è il seguente: mettete in valigia un casco di protezione! Vi assicuro che può sempre risultarvi utile!!!

Hasta luego!!!!

sabato 14 settembre 2013

Era una casa molto carina...

...senza soffitto, senza cucina!"
Buenas tardes companeros de viaje!!!!
è passata la primera semana in esto piso y en esta ciudad, e mi sembrava giusto aggiornarvi un po'!
Dunque dunque...oggi parliamo di...casa!!
Eh si, perchè oggi mi sono svegliata e sotto la doccia canticchiavo la famosa canzoncina che parla di una casa sgarrupata che si trova in via dei matti, numero 0 e mi sono chiesta... ma non è che parlano del nuestro piso espanolo??? (piccola precisazione, non riesco a mettere la tilde, ovvero l'ondina che fa leggere la "n" in "gn", perchè la tastiera italiana non è programmata per farlo, scusate il disagio).
Già! Perchè diciamo che il nostro buen retiro spagnolo necessita ancora di qualche piccolo ritocco. E aspettiamo da giorni notizie dal proprietario.
Partiamo da lei... la tanto agognata VENTANA! Ovvero finestra, nello specifico la finestra della stanza di Veronica. Che deve essere cambiata, in quanto non si chiude bene. La mia coinquilina ormai possiede il numero del manovale del palazzo, e quando è stufa di aspettare Josuè (il manovale di cui prima) lo chiama al cellulare. E questo ha prodotto i suoi frutti, perchè per il momento è riuscita a farsi mettere una tenda. Ora Josuè ha detto che la finestra è in via di fabbricazione, e nel termine della prossima settimana arriverà.
Vi faremo sapere.
Intanto anche la mia finestra non sta proprio in salute: non si abbassa del tutto la serranda. Questo sapete cosa vuol dire??? Che se una sera faccio tardi e la mattina voglio dormire un po' di più, i caldi raggi del sole valenciano mi buttano giù dal letto alle otto. Con buona pace dei miei sensi di colpa.
Dicono che Lunedì verranno a sistemarla. Voglio vivamente crederci.
E poi c'è lui... il forno!!!!
Che domenica sera stava per farmi prendere un coccolone. Infatti, da brava studentessa fuori sede, volevo farmi una bella pizza surgelata. Apro il forno. Lo lascio riscaldare. Dopo dieci minuti attacca un terribile rumore, presagio di sventura. Dopo qualche minuto io e Veronica cominciamo ad allarmarci, e solo dopo mezzora di agonia, il terribile suono cessa. Temevamo che il piso esplodesse per aria. E invece no! Il forno ancora non è stato sistemato, in compenso ci hanno portato una nuova lavatrice. Non richiesta. Eh va bhè.

Le piccole cose che, nell'ordine, ancora vanno sistemate sono le seguenti:
-nel soggiorno manca il piano di vetro del tavolo;
-il divano che dovrebbe trovarsi in soggiorno giace nel corridoio;
-manca il cavo della tv;
-il corridoio, oltre ad essere deposito per il divano, ospita ancora la vecchia tv.

Capite ora il collegamento con la canzoncina??? è proprio casa nostra!!! Con due piccole differenze: non è ubicata in via dei matti numero 0, ma sulla Gran Via, ovvero nel centro del mondo, e in più il vasino per fare pipì qui c'è, anzi ne abbiamo addirittura due!!!
Però, vi ricordate come finiva la canzoncina??? "Ma era bella, bella davvero" e mi sento di dire che, nonostante tutto questa casa mi piace. Il merito sarà soprattutto della TERRASA, la tanto sospirata terrazza che rende l'appartamento un super attico!! O forse perchè è la mia prima vera casa, con soggiorno e cucina, a renderla speciale. Ho i miei spazi qui, e mi pare la cosa più bella del mondo.

In tutto questo abbiamo fatto amicizia con la ragazza del senso piano, italiana anche lei con coinquilina francese. La ragazza del sesto piano ha sciolto un nostro grande dilemma: la sfortunata sera in cui il forno suonò eravamo alla ricerca di un cacciavite a stella per montare i manici di pentole e padelle. E io e Veronica, da brave DonnaAvventura, abbiamo pensato bene di girare per il palazzo alla ricerca di un cacciavite, che in spagnolo si dice "destornillador". Armate di santa pazienza (e un dizionario)  abbiamo fatto un giro del palazzo fino ad arrivare all'appartamento della nostra connazionale, la quale ci ha suggerito di usare un coltello a punta tonda! Ed ha funzionato!! Ora abbiamo una cucina super funzionale!

E infine, ho il piacere di annunciarvi che nel nuestro piso è arrivata la nuova coinquilina!!! Si chiama Elena, in erasmus per sei mesi, è italiana, e indovinate da dove viene... ma dalla Calabria ovviamente!!!
 Ieri siamo andate a la playa insieme: il nostro sangue calabrese si sente proprio!!!

Muy muy bien. per oggi è tutto! Nel prossimo post vi aggiornerò un po' su queste prime settimane di corsi al CEU, sulla vita notturna a Valencia, sullo stile di vita spagnolo e molto altro.Vi preannuncio solo che a breve ci saranno un bel po' di novità, quindi... Follow me!!!

besitos!!! :*

domenica 8 settembre 2013

impressioni di settembre...

In diretta dalla cucina del mio appartamento spagnolo!!!
BUEN DIA!!!!!

La settimana delle paure è allegramente e freneticamente trascorsa, ed ora mi trovo qui, in mezzo a piatti nuovi, canzonette in spagnolo provenienti dal cortile e i rumori soft di una città che la domenica preferisce dormire!

Le cose da raccontare sono davvero infinite, sarà meglio partire con ordine: innanzitutto parliamo del TRASLOCO. Un dramma. Veramente. tutto ciò che sono riuscita ad infilare in 3 bagagli da imbarcare, due bagagli a mano e una borsa grande quanto un camper è partito con me, il resto è stato equamente distribuito fra i miei amici del collegio Paraponzi-ponzi dove vivo (?) da tre anni. Sono convinta che quelle carabattole faranno la felicità di qualcuno, come la cara Mamma Spicchi che laverà i suoi panni con il sapone di marsiglia da me ceduto in usufrutto. Mentre io viaggiavo con cinque valige, i miei si sono accontentati di uno striminzito bagaglio a mano, ieri sono tornati a casa con due bagagli da imbarcare completamente vuoti, e dall'aeroporto di Fiumicino hanno pensato bene di perdere le valige. Ci stavano solo 3 litri di sangria lì dentro. Se mai li riavranno indietro troveranno la sangria trasformata in mosto cotto.

Per quanto riguarda la casa, sebbene Veronica mi abbia accolto a braccia aperte, a prima impressione non mi ha soddisfatto. Non so, sarà stata la paura, il fatto che me la immaginavo diversa, la troppa polvere che stava in giro per dei lavori recenti fatti qui. Mi è presa una angoscia terribile. Adesso invece mi sento di dire che è abbastanza carina: la mia stanza con il disordine che mi porto dietro sembra effettivamente mia, il terrazzino ha una vista bellissima e soprattutto... la doccia ha il piatto doccia!!!! Lo so, lo so, vi starete chiedendo: ma perchè, ci sono bagni con la doccia senza il piatto doccia in cui sgambettare??? Ebbene sì, esistono, e chi vive (e si lava) nel collegio Paraponzi-ponzi lo sa bene.
In tutto questo, l'appartamento non ha i riscaldamenti. E questo ha messo in un terribile stato d'agitazione Gioiadimamma. E ho scoperto anche che buona parte degli appartamenti di Valencia non ha i riscaldamenti. Ora, io capisco che dal porto di Valencia si fa direttamente ciao ciao con la manina al Marocco, ma non arriva anche in questa città il momento in cui si esclama "winter is coming"???? Ok, siamo in Spagna, ma non in Africa!!! Morirò di freddo??? questo al momento non è dato saperlo, il dettaglio lascerà tutti voi con il fiato sospeso fino alla venuta di Grande Inverno anche in questo lato dell'Europa.

E poi come non parlare di loro: i miei genitori! è grazie al loro senso genitoriale se oggi in cucina riposano ben 4 casse d'acqua. Mi hanno fatto un po' impazzire in questi giorni eh, diciamolo, però sono tanto carini! Venerdì mattina, di ritorno dall'università, il Babbo mi ha detto che passeggiando per strada aveva visto una bimba che mi somigliava tanto, bionda, boccolosa e scapestrata che faceva impazzire la sua nonna. E da lì è cominciata tutta una serie di "ti ricordi quando..?" legati al mio personaggio. Mi hanno fatto una tenerezza infinita. Credo non sia semplice stare dietro a quattro figlie, soprattutto in questa fase della vita in cui cominciamo ad uscire tutte di casa. Eppure loro riescono a stare al nostro passo con una grazia che viene loro spontanea. Ammiro tanto la loro forza e il loro coraggio, non si sono fermati mai di fronte a nulla, sempre insieme. Se c'è una cosa che ogni sera mi auguro di "ereditare" da loro, è lo stato di grazia in cui vivono e hanno fatto vivere noi.

Il distacco da Roma e dalle abitudini della capitale non mi è pesato particolarmente, l'unico momento in cui ho pianto come una fontana è stato quando ho salutato il Duci. Accidenti se mi manca! Ho salutato Roma facendo una passeggiata dentro Villa Borghese dove ancora non ero mai stata (Vergogna Chiara!!!!) e  guardando gli ultimi raggi di sole sparire dietro la città dal belvedere del Pincio. Certo, credo che lui sia contento della mia assenza visto che deve preparare un esame ed ha tutta la tranquillità per farlo, senza avere nessuna squinternata fidanzata fra le scatole, però credo di mancargli un po'. Sì dai, più di un po'!! :D

Ultimo capitolo: l'università! Che dire...se la sentono strafiga! Edifici moderni e funzionali, foto di gruppo finita sul sito, borsetta rossa con gadget di tutti i tipi. Non è centrale, anzi sta abbastanza inculata, però per arrivarci prendiamo la metro, sebbene abbiamo avuto la straordinaria capacità di perderci e arrivare lì con un ritardo di mezzora!! Tranquilli, la borsetta con i gadget ce l'hanno data lo stesso e siamo riusciti a fare tranquillamente i test di spagnolo! è inutile dirvi che è pieno di italiani, vero??? XD

Vale (che in spagnolo vuol dire "bene"), credo che il mio sproloquio sia durato anche troppo, è tempo di salutarci! Anche perchè ho in programma un bel giro della città oggi!!!
Mille baci dall'appartamento Spagnolo!!