venerdì 28 giugno 2013

Della Spagna non mi spagno (più o meno...)

Una volta una mia prof mi disse che il termine dialettale "spagnarsi" (= spaventarsi) sia nato durante la dominazione spagnola nel Sud Italia; come non spaventarsi di chi ci domina?
Sarà vero, sarà falso a me questa "leggenda" è sempre piaciuta e proprio stamattina ci pensavo, forse per la conversione lessicale che ho attuato in questi giorni dall'italiano al dialetto calabrese. ah già, aggiornamenti di status: sono nella ridente perla bizantina della Calabria, a farmi coccolare dalla cucina della mamma e dalle mie tre streghette preferite. a chi mi dice:" casa tua sembra il set di piccole donne" rispondo...è vero!

ritorniamo sui nostri discorsi.
Sì, la Spagna mi spaventa. ma ho pensato che il modo migliore per esorcizzare le proprie paure sia parlarne e sbeffeggiarle.
cominciamo!

1) CASA: come saranno le coinquiline? sporche? disordinate? e riuscirò mai a trovare una casa (ah già... ehm ehm...ancora non ci sto pensando alla casa!)? e soprattutto: E SE LE MIE COINQUILINE MI RUBASSERO IL CIBO? imparerò a cucinare? perchè voi dovete sapere che io sto a Roma in una situazione un po'...particolare (si tratta di un collegio, e per chi sta morendo dalla voglia di saperlo NO non è un collegio religioso e Sì, posso uscire la sera e tornare a che ora voglio). questo vuol dire non avere una casa, ma una stanza di una briciola quadra, non dover condividere il bagno con nessuno e avere pranzo e cena già pronti e caldi in mensa. e vi dirò la verità, non ne posso più. voglio una casa mia. con i problemi che si porta dietro. ma anche con tutti i suoi vantaggi. voglio bruciare il pranzo e far cadere gli slip dalla finestra mentre stendo i panni (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!! mi ci vedo troppo!!! io farò finta di nulla e mi rifugerò dentro, sapevatelo!)

2) LINGUA: ragà spero di non essere una pippa con lo spagnolo. Seriamente, sto preoccupata. voglio dire, lo spagnolo non è una lingua complicata, e va bhè, però...i primi mesi penso vincerò la medaglia di "impedita dell'anno". e penso vi farò fare un sacco di risate a riguardo. e penso me le farò anche io. va bhè, abbiamo capito che la morale delle mie paure è "alla fine si ride" (v. episodio di slip volanti di cui sopra.)

3) DISTANZE: ok, questo è quello che mi fa ridere meno. e impensierire di più. mi basta citarlo per sapere che c'è anche questo pensiero, e non mi va di parlarne oltre. da mettere direttamente nella lista delle cose che non si esorcizzano.

4) STUDIO: che in realtà non dovrebbe essere un problema, visto che i diversi ragazzi con cui ho parlato che sono stati in erasmus alla fine mi hanno fatto capire "ah perchè? ma c'era da studiare?". vincerà il mio (al quanto latente in questa sessione estiva) spirito da secchione, o riuscirò a trovare una buona via di mezzo? non saprei, però fra gli obiettivi che ho per questo anno in Spagna c'è passare una settimana ad Ibiza, secondo voi è un buon segno?

5) LE PISTOLE CON I PROIETTILI IN GOMMA: questa cosa mi terrorizza davvero. avete suggerimenti a riguardo? (ok, questa storia dei suggerimenti mi fa sentire molto Roberta Lombardi che chiede consigli su fb).


BENEEEEE: 5 punti sulla lista "paure". basterà un anno fuori per lasciarle svanire? non lo so, nel dubbio, per farmi forza, mi ripeto una frase che mi ha detto una ragazza ora in Erasmus a Valencia 

"Dos cosas te cambian la vida: enamorarte e irte de erasmus."

il senso è chiaro, no? 

alla prossima!!! :)

sabato 1 giugno 2013

per la serie "ai confini del mondo": l'esame di spagnolo

ve lo avevo promesso: eccolo qui! il post sull'esame di spagnolo ad inaugurare in maniera ufficiale il mio blog. 
che poi...
io il post volevo scriverlo domani, perchè mi dispiace ammorbarvi l'esistenza con le mie sconclusionate storie, però è successa una cosa che vi dovevo troppo raccontare.
  premessa veloce:abito sulla Tuscolana in zona cinecittà. in questa landa desolata di Roma hanno aperto il negozio della vita: TIGER. costo massimo dei beni venduti: 20 euro. peggio di ikea. vendono un sacco di cose sfiziosette, dalle saponette fino alle teiere che cambiano colore in base al calore. e mi trovavo proprio qui, quando improvvisamente sono stata investita da un'orda di persone che si avviava frettolosamente verso l'uscita, accalcandovisi. terremoto? rapina a mano armata? vendita di gelati gratis nella pasticceria affianco? niente di tutto ciò, è solo entrato Alemanno che ha stretto la mano ad un paio di commessi ed è andato via. 
   bah. 
      divismo politico. 
sta di fatto che due minuti dopo ha cominciato a piovere. 
ma proprio di brutto. 
porta sfiga. 

ad ogni modo, torniamo al tema del nostro post, ovvero l'esame di spagnolo!
sarò spicciola riguardo ai motivi che mi hanno spinto a studiare da autodidatta lo spagnolo in 2 mesi e mettermi a fare l'esame del Cervantes: non voglia di fare la secchiona, semplicemente volevo sfancularmi i corsi estivi di lingua a tor vergata. ecco, ora sapete tutti il perchè di questa agonia. 
  livello A2: ideale per chi vuole passare l'esame con dignità ma senza pensarci troppo su.
e infatti.
il giorno prima dicevo al mio ragazzo, che per la privacy d'ora in avanti chiameremo "il Duci", che in questi due mesi di preparazione ho fatto di tutto per arrivare all'esame impreparata. e in effetti il giorno prima dell'esame stavo davvero sclerata. anche perchè, diciamolo, non spendi 70 euro d'esame per non passarlo. e io non mi sentivo di aver studiato in modo adeguato.

sveglia alle 5 del mattino. 
eh si, perchè la cosa bella è che l'esame si sarebbe svolto nell'università Salesiana. che è a 5000 anni luce rispetto a dove vivo io. due ore di viaggio sui mezzi. verso la Nomentana e oltre, molto oltre. 

due parole sull'università Salesiana: sembra una scuola media americana. allegra, colorata, con i festoni al tetto. va bhè.

 livello A2 dicevamo. sapete cosa vuol dire? che ho fatto l'esame con i ragazzini delle medie. no, non è stato bello. soprattutto se lì in mezzo sei l'unica ragazza sviluppata, quindi con una seconda di seno. per la prima volta in vita mia ho sentito il brivido di essere la maggiorata del gruppo. 
   compagnia a parte, l'esame mi sembra sia andato bene. e sono piacevolmente stupita! forse non sono una pippa con le lingue come credevo! devo ancora ricevere i risultati eh, però penso sia andato bene! 

in tutto questo, devo raccontarvi le imprese del Duci. 
  menzione al merito per lui, mi ha accompagnato dalla mattina a fare l'esame, lui e i suoi libri per l'esame di fenomeni di trasporto (nota tecnica: il Duci è ingegnere.) era l'unico con la barba nel gruppo dei marmocchi intorno; sò soddisfazioni!
  mentre io ero a fare l'esame, il Duci si è sistemato con i suoi libri e i suoi grafici nel gabbiotto dell'info point, diventando ufficialmente quindi il signore delle informazioni! si si, lo chiamavano proprio "signore" quando si rivolgevano a lui! soddisfazione per lui numero 2!!! 

nonostante tutte queste disavventure, alla fine sono riuscita a fare anche l'orale e abbiamo fatto ritorno alla base. 
solite 2 ore di viaggio, penso che a bordo di un cammello avremmo impiegato meno. 


bene bene, per oggi ho detto davvero troppo.
buon sabato a tutti e al mio prossimo guaio!!! :)
stay tuned!!!

il primo post! (lol che emozione!)

dopo tanti ripensamenti, tentennamenti, tentativi e buchi nell'acqua eccomi qui...alla fine ho aperto un blog anche io!!!

dunque, spieghiamo il perchè di questa storia. per farlo dobbiamo andare indietro nel tempo, a circa un annetto fa.

 giugno 2012: Parigi. camminavo verso Saint Denis, mi mescolavo fra le gente e mi perdevo in tutta quella diversità di colori, profumi (ma anche cattivi odori...!), lingue diverse. ero venuta a Parigi insieme alla mia famiglia perchè mia sorella, che per la privacy chiameremo la Mitica Lù, aveva finito il suo soggiorno Erasmus in Francia. in quel momento ho realizzato che l'anno dopo avrei presentato anche io domanda per l'erasmus. e soprattutto, che avrei scritto un diario di bordo, un manuale di sopravvivenza per chi, come me, indeciso se presentare o meno la domanda, girovagando nel web avrebbe cercato disperatamente qualche informazione su questa esperienza. 

fine momento romantico in rimembranza dei giorni parigini.

urgono ora chiarimenti

perchè "4 salti in Paella"?
ma è ovvio! perchè la mia meta erasmus sarà lei: Valencia!

ok, ok, non sono ancora a Valencia, però per un'impresa del genere è necessario equipaggiarsi prima! ed ecco allora che questi mesi che precedono il mio arrivo nella penisola iberica vi serviranno per entrare nel mio mondo e farvi capire che tipo di pazzoide sono, così quando leggerete i miei post sconclusionati in quel di Valencia non vi stupirete affatto e direte fra voi e voi "normale che le succedano cose così strane: è Chiara!"

ecco, bene, non vi annoio con una filippica su chi sono e cosa faccio, per il momento vi basti sapere che sono Chiara, sono Calabrese in trasferta studio a Roma (wow!) dove sbatto la testa sui libri di giurisprudenza da già 3 anni (wowwissimo!). vivo in un posto scalmanato noto ai più come "collegio universitario dei cavalieri del Lavoro Lamaro-Pozzani" (...zan zan!) e in questo momento sto studiando procedura penale (così, giusto per dire qualcosa.)

volete sapere come vanno i preparativi per Valencia? MALISSIMO!!! vi dico solo che ancora non ho una casa. penso basti a dirvi il mio livello di disperazione!
volete sapere se hablo spagnolo? questo lo saprete nel prossimo post....L'ESAME DI SPAGNOLO!

bacibacimillebaci!

Chiara